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Ti ho guardato e mi è sobbalzato il cuore.
"Mamma!! Mamma guarda, guarda qui!!!"
Con quel musetto furbo alzi le labbra in un sorriso a denti stretti.......e lo vedo....il tuo primo dentino che dondola.
Ti diverti a muoverlo con la lingua, solo per il piacere di vedermi tappare gli occhi e gridare "Smettila, non posso guardare!!!"
Sono emozionata e l'unica cosa che riesco a dirti riflette il mio stato d'animo di mamma, ed i timori che custodisco segretamente nel cuore.
"Hai paura?"
"Stai crescendo, presto spunteranno i denti nuovi e diventerai grande e forte"
Tu inclini la testa su di un lato e mi guardi dubbiosamente, penetrandomi lo sguardo fin dentro l'anima:
"Perchè mai dovrei aver paura, mamma?"...
Ti guardo rimanendo appesa ai tuoi occhi limpidi e sicuri e ti sorrido...
"Hai ragione.....non c'è alcuna ragione perchè tu debba aver paura.......forse è la mamma ad aver paura....su....vieni qui e fammi vedere da vicino"
"Appena cadrà il dente, ha detto la nonna di metterlo sotto il cuscino.Il topino mi lascerà un soldino dice...però..mamma......non è che si può parlarci con questo topino?
Invece del soldo vorrei tre bustine dei GORMITI!!!!!"
"Mhm.....credo che il topino dei denti sia un tradizionalista sai....e poi è così piccolino, ha delle manine così piccinine che poverino, può appena reggere una moneta"
" Mah!.... allora è anche citrullo, potrebbe portare i soldi di carta no?? Non pesano nulla e li puoi ripiegare anche piccoli piccoli"
"E sai, 'n ti si frega" penso fra me e me scoppiando in una risata....
"Vieni qua e stringimi forte amore mio!"
Lentamente la risata sboccia in fragile emozione.......mi si stringe sempre forte il cuore. Sento che presto diventerai grande e questi attimi unici non torneranno mai più.
Arriverà il giorno in cui spiegherai deciso le tue ali, pronto a volare in cielo aperto......chissà se sarò mai pronta ad accompagnare il tuo volo con un sorriso, chissà......
"Mamma, dai!!!! non stringermi così!!!........e bada un po' se ti riesce parla' con quel grullo d'un topo vai......."



Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili.
Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca di lottare.
Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro. Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.
Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.
Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò carote, in un'altra collocò uova e nell'ultima collocò grani di caffè.
Lasciò bollire l'acqua senza dire parola.
La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre.
Dopo venti minuti il padre spense il fuoco.
Tirò fuori le carote e le collocò in una scodella.
Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto.
Finalmente, colò il caffè e lo mise in un terzo recipiente.
Guardando sua figlia le disse:
"Cara figlia mia, carote, uova o caffè?" fu la sua domanda.
La fece avvicinare e le chiese che toccasse le carote, ella lo fece e notò che erano soffici, dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo,
mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo.
Dopo le chiese che provasse il caffè, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.
Umilmente la figlia domandò: "Cosa significa questo, padre?"
Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.
La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo avere passato per l'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.
L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.
Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua.
"Quale sei tu figlia?" le disse.
"Quando l'avversità suona alla tua porta; come rispondi?"
"Sei una carota che sembra forte ma quando l'avversità ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?"
"Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione,
un licenziamento, una pietra durante il tragitto diventa duro e rigido?
Esternamente ti vedi uguale, ma sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?
"O sei come un grano di caffè? Il caffè cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore.
Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffè raggiunge il suo migliore sapore."
"Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere,
e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che illumina la tua strada davanti all'avversità e quella della gente che ti circonda."
Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e positività il "dolce aroma del caffè".
